Come cogliere i SEGNALI della VIOLENZA

20.02.2018

Affinare la capacità di cogliere i segnali della VIOLENZA, serve ad intervenire prima che accada il peggio.

Purtroppo NON sempre è facile appurare l'instaurarsi della violenza: il suo "crescendo" varia a seconda delle intenzioni di chi la attua, e a volte si aggrava "grazie" alla complicità della vittima che per sistema di DIFESA tenda a NEGARE il problema difendendo il proprio abusante. O, peggio, a mantenere il "segreto".

La VIOLENZA trova terreno fertile nelle coppie in cui manca l'affettività e spesso ricade NON solo sul partner "debole" ma anche sui figli. Ecco perché fare prevenzione nelle scuole per sensibilizzare i giovani sul problema, è un modo di contrastare il MALE che affligge molte vittime silenziose.

Quali sono i segnali?

Da una riunione dei medici dell'ospedale All'Angelo di Mestre si evince che:

"Quando si subisce violenza il cervello cambia struttura. Vi è un ritiro della massa cerebrale e, laddove si crea un vuoto, il cervello NON si riforma; ossia NON ritorna allo stato originario.

Si altera quindi la capacità di reagire normalmente a situazioni ambientali quotidiane.

La VIOLENZA è prima di tutto un problema di SALUTE.

Alcuni tra i segnali indicatori, che una persona è vittima di violenza sono da considerarsi i seguenti:

- Disturbi della memoria

- Disturbi delle emozioni

- Disturbi della comunicazione

- Altissima soglia di stress

- Cardiopatie

- Ritardo della crescita

- Caduta scolastica

- Gravi problemi dentari

- Paura immotivata

- Senso di pericolo

- Instabilità

Importante ricordare che...

La VIOLENZA non va MAI giustificata

Le persone a rischio più alto di abusi, sono quelle che hanno un eccessiva capacità di sopportazione e di adattamento, o che sono portatrici di eccessi di generosità e di altruismo.

Conoscere e sapere che la VIOLENZA prima che fisica è PSICOLOGICA, è DIRITTO e DOVERE di ogni persona. Ogni vittima, per riconoscersi tale, deve:

- CAPIRE la propria posizione, SAPERE cosa sta vivendo, e CONOSCERE quali sono i propri diritti civili e umani.


Articolo di: Noà Visentin