"L'innocenza" del MALE - Donne innamorate di DIAVOLI

07.10.2017

Soltanto i deboli commettono crimini: chi è potente e chi è felice non ne ha bisogno.
(Voltaire)

Dopo aver scritto vari articoli sul NARCISISMO e i DISTURBI di PERSONALITA', citando nel mio Blog libri di autori professionisti in materia, per la prima volta voglio dedicare una pagina al mio primo libro contro la VIOLENZA PSICOLOGICA e FISICA SULLA DONNA: "L'innocenza" del MALE - un libro per donne innamorate di diavoli (Noà Visentin - Caosfera Edizioni 2016 - 2017).

 Lo faccio con spirito di approfondimento per chi fosse interessata (o interessato) a capire di cosa tratta. E per un senso del giusto verso chi mi segue in Facebook da tempo, poiché siamo alla Seconda Ristampa e oltre ai classici spot promozionali, vorrei dare una visione più panoramica del testo.

Sono una scrittrice impegnata nel campo della violenza da tempo ormai e, pur non essendo psicologa, criminologa, né analista, ho preso a cuore quest'argomento sia per motivi personali che per dovere verso il prossimo in qualità di appartenente alla comunità UMANA in cui vivo. Perciò, come scrittrice sollevo un problema per dar VOCE alle vittime e a chi non ne ha, perché - a mio avviso - l'argomento VIOLENZA (in particolar modo quella PSICOLOGICA) è trattato tuttora con troppa indulgenza e a volte con troppa superficialità.

Poiché mi appassiono a studi e ricerche nel campo: seguo convegni medici informativi e decine di blog, leggo testi in merito, divoro decine e decine di libri dei migliori psicologi, video di personaggi competenti, e tramite i Lions Club Eleonora Duse di Treviso partecipo io stessa a conferenze riguardo la violenza sulla Donna, per dare il mio piccolo contributo. Così, visto il tema da me molto sentito, poco più di un anno fa decisi di scrivere un libro tutto mio dove spiego - in versione narrativa - come si innesca la violenza nella coppia, in un contesto semplice e  quotidiano.

Attraverso un gruppo di personaggi al femminile, ho tracciato uno spaccato sociale in cui temi come: l'annullamento di sé per amore dell'altro, i social network come fonte di conoscenza e incontro, le relazioni tossiche con personalità disturbate e l'inconsapevolezza del MALE come essenza che cova ODIO e INVIDIA per distruggere, incalzano per tutta la durata del testo segnando per sempre la vita di quattro donne alla ricerca dell'Amore (ognuna a modo proprio).


Che cos'è la VIOLENZA PSICOLOGICA e cosa produce?


La VIOLENZA PSICOLOGICA, chiamata anche maltrattamento sottile, molestia o vessazione morale, è la violenza più subdola che si possa attuare verso un altro essere umano. Poiché non la si può provare in tempi brevi, agisce su una persona sgretolandone la personalità in maniera progressiva, continua e metodica.




Attenzione: NON è un periodo di crisi della coppia, NON si tratta di un momento di disaccordo, di litigi. NON è un errore, un difetto o un atteggiamento passeggero. La VIOLENZA PSICOLOGICA è una CONDOTTA. E mira a DISTRUGGERE la persona che la subisce: dapprima ne mina l'autostima, poi la volontà, poi i sogni, le certezze e tutto il mondo interiore, fino al suo crollo psico-emotivo inducendola ad una profonda DIPENDENZA dall'ABUSANTE.

Questi meccanismi PERVERSI messi in atto da personalità DISTURBATE, e con l'assoluta inconsapevolezza della "vittima" danno il via a quel tipo di relazioni che vengono chiamate "tossiche", proprio per il grado di tossicità o meglio dire, di VELENO, che intossica la vittima uccidendola prima nella psiche, poi nell'anima e (nei casi più gravi) arrivando anche all'omicidio. Le personalità disturbate, in simili circostanze vengono definite col termine medico NARCISISTI PERVERSI o MALIGNI. Sono persone ossessionate dal controllo, che sottopongono la compagna (o il compagno) a controlli pressanti; che li costringono alla resa totale con la consegna di password del pc, del cellulare, di ogni social network a cui sono iscritti; alla revisione delle telefonate in uscita ed in entrata, al controllo ossessivo della rubrica telefonica, facendoli vivere in una sorta di "reclusione carceraria".

Si tratta di personalità destabilizzanti che PRETENDONO senza DARE. Che vogliono la certezza assoluta di essere amate, adorate, desiderate restituendo però insicurezza, disamore, dolore, disperazione e continui tradimenti.


Tratto da: "L'innocenza" del MALE


"L'innocenza" del MALE, segna il confine tra ciò che è amore e ciò che è ossessione; tra la donna amata e la donna maltrattata senza che vi sia segno di violenza fisica. Il libro offre, oltre alla narrazione, un percorso interiore per trovare la via della RINASCITA e una sorta di RISCATTO ESISTENZIALE attraverso i propri sogni e la forza in se stessi. E' un piccolo contributo al "RISVEGLIO". E spiega minuziosamente come agisce "dietro le quinte" una mente disturbata nel rapporto di coppia.


"Come ho fatto ad essere così stupida e a pretendere a tutti i costi che il patetico girone in cui ero finita potesse rendermi felice? Perché mi era così difficile capire che la disperazione non è Amore? Perché non mi riusciva facile come ora, accorgermi che quando si soffre non si è amati?


Se ci pensate è assurdo il modo in cui ci innamoriamo: si incontra una persona. Ci piace. Ci innamoriamo per milleuno motivi e decidiamo di uscire insieme, senza nemmeno sapere chi è, senza nemmeno sapere perché ce ne siamo innamorate. Poi ci si conosce e la relazione, si sa, può decollare come precipitare. Può naufragare, deludere, rendere felici o infelici (...)


Eppure ci sono persone, storie, amori e dolori in grado di farci precipitare nel più buio degli abissi e nonostante tentiamo di liberarcene, li rendiamo il nutrimento quotidiano della nostra anima: ne diventiamo dipendenti come fossero una droga alla quale non riusciamo a sottrarci. Hanno provato in molti a spiegarne dinamiche psicologiche e psicoanalitiche di certi amori dannati ma solo noi, quando ne cadiamo dentro, sappiamo spiegarci il perché accadono e perché ci restiamo.


Il mio perché è che in lui ho incontrato ciò che stavo cercando da tempo, ciò di cui volevo appurare l'esistenza perché soltanto quando si inciampa nell'antitesi di un sentimento, si è certi che esista anche il suo contrario. Volevo vedere coi miei occhi se esisteva colui che tutti temono e di cui profezie e libri ne hanno parlato in abbondanza senza mai dire dove l'avremmo incontrato. Lo spauracchio per sentito dire, per anatemi e riti fatti di croci e vade-retro. Colui che si insinua in ossessioni e incubi, per rendere succubi le anime che decidono di sottomettersi alle ingiustizie e perpetrarle a loro volta. Volevo imbattermi con tutta me stessa nel Disamore perché solo così avrei potuto essere certa che anche l'Amore esiste, poiché solo quando si attraversa l'Inferno si impara a capire che oltre al Male esiste anche il Bene: quel Bene in cui non riuscivo più a credere per rassegnazione.

Occorre fare attenzione a chi si ama e di chi ci si innamora. E ora che mi trovo in questo stato di semi-vita una domanda a me stessa me la farei volentieri: come ci si può innamorare del MALE?"


Articolo di: Noà Visentin