L'ODIO - breve viaggio fra letteratura e psichiatria.

03.10.2017

 

"E la loro cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogni altra sorte"

Dante



"Non ci sarebbe ancora nulla di 'malato' dal punto di vista psicologico, né ci sarebbe nulla di 'male' dal punto di vista morale, nell'odiare qualcuno o qualcosa, se concretamente percepissi che qualcuno o qualcosa VOGLIONO DISTRUGGERE o gravemente impoverire la mia vita." (dal web)

In questo caso l'odio e l'aggressività sarebbero conseguenze dell'Amore che, in quanto presente e rivolto a conservare gelosamente la vita e gli affetti, si innesca in PROTEZIONE. Si scatena cioè come effetto di difesa, contrapponendosi ad una causa di distruzione.

"L'Odio da temere invece è quello che erompe generalizzato per tutto quanto è vivo. Il DSM IV ridefinisce la MALVAGITA' - in termini psichiatrici - come DOG o Disturbo d'Odio Generalizzato. E 'dogged' colui che odia tutto e tutti in maniera accanita. L'Odio libero fa stare male, molto male, e colui che ne è affetto per difendersi, deve cercare un oggetto dove scaricarlo." (dal web)

Leggendo queste ultime righe, si può capire con maggior chiarezza cosa spinge in una relazione il soggetto MALTRATTANTE a colpire la VITTIMA: l'odio per tutto ciò che è vivo, per la vita altrui, una rabbia distruttiva scagliata su un presunto nemico, o per colpa di come la vittima è, o per colpa di come il mondo è. Solitamente, per un meccanismo distorto, il MALTRATTANTE si sente in DIRITTO di far del male poiché la colpa è della VITTIMA, per essere ciò che è.

"Ma la triste realtà  è che tanti individui gentili e sensibili sono brutali e talvolta anche fisicamente violenti con la partner. La doppia natura dell'uomo abusante è un aspetto centrale del MISTERO." (Lundy Bancroft)


Ma vediamo di che MISTERO si tratta.







"Essere o NON Essere questo è il problema."

Shakespeare


E magari Shakespeare aveva già individuato il problema. Ma nei poemi medievali, se vi guardiamo con attenzione, troviamo già espressi tutti i problemi sociali dei nostri tempi : l'Amore estremo e l'Odio che protegge (come in Romeo e Giulietta) o l'Invidia e l'Odio per la vita e l'amore altrui (come in Otello), L'Essere o non Essere (come in Amleto).

Ma se Essere vittima o bersaglio dell'ODIO di una personalità MALTRATTANTE è il problema, cosa NON si deve essere per trovare salvezza?

Purtroppo NON esiste un modo per NON farsi Odiare, perché l'Odio 'malato' e cioè quello che si scatena senza che sussista motivo, ma per il solo scopo di colpire chiunque indistintamente, ecco quel tipo di Odio...ci odierà sempre. Qualunque cosa facciamo o non facciamo, qualunque cosa diciamo o non diciamo. Qualsiasi cosa siamo o non siamo.

"L'idea di fondo che voglio proporre è questa: il "male" per meglio dire, quel genere di comportamento in cui siamo soliti riconoscere l'emergere del MALE con la M maiuscola, ha a che fare con la menzogna (ma non coincide col semplice fatto di mentire a qualcuno, né col mentirsi, né con le conseguenze di ciò). Il MALE ha a che fare con la reazione furiosa di chi, temendo di vedere smentite le vecchie credenze (che oscuramente 'sa' essere false, ma delle quali sente di non poter fare a meno) distrugge chiunque - con la sua intelligenza o con la sua semplice esistenza - apporti novità che possano revocarle in dubbio. Si chiama "rabbia narcisistica" ma se vogliamo dirlo in maniera più tradizionale è l'erompere del MALE. L'erompere del MALE nella più temibile e più distruttiva delle sue manifestazioni: l'invidia e l'odio sono il MALE allo stato puro." 

(dal Web)

Il FASCINO del MALE


Se da un lato il MALE spaventa, dall'altro affascina.

Il MALE come 'principe di questo mondo ' irretisce, affascina, seduce attraverso la menzogna: tattica con cui i predatori avvicinano le vittime. Spinti dall'odio, mossi dall'invidia, attraverso la menzogna e la seduzione giungono all'oggetto (preda) su cui scagliare la loro rabbia narcisistica.

Ma allora come può il male affascinare? Forse per il mistero con cui si pone? Forse nel tentativo di capirlo?

Come scrive Alessandro Meluzzi nel suo libro:

"Dove la scissione è di tipo diabolico, è come se ci fosse qualcosa che in psichiatria assomiglia di più ad una sindrome descritta ma in realtà rarissima che è la sindrome della personalità multipla come in Dr. Jeckyll e Mr. Hide. Questa dimensione è tra le tutte la più inquietante ed è anche quella che incorre nelle situazioni, che sono più incomprensibili su un piano più strettamente psicopatologico e in qualche modo rievocano di più suggestioni legate alla possessione. (......) Questa dimensione di divisione è un aspetto interessante ed è in realtà la malattia esistenziale per eccellenza del nostro tempo: la disidentità o l'identità multipla."


"Il MISTERO del MALE non è qualcosa di cui dobbiamo vergognarci se siamo incuriositi a sapere. E' un bene occuparsi del MISTERO del MALE in quanto è qualcosa che, se riflettiamo con mente scevra di pregiudizi, ci aiuta a comprendere più  a fondo il mistero dell'umano e a comprendere meglio persino il BENE." (A. Meluzzi)


Articolo di: Noà Visentin