La Sofferenza del Maltrattamento e dell'Addio: ecco ciò che ci lega maggiormente al nostro abusante.

14.08.2017

"Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.

(Èlie Wiesel)

La Violenza e i Maltrattamenti psicologici: ecco perchè è  FACILE cadere nella TRAPPOLA dell'abusante.

La VIOLENZA comincia sempre in forma psicologica. Indipendentemente dalla nostra appartenenza sessuale, dalla nostra estrazione sociale, o dal nostro titolo di studio, il nostro abusante ci attira a sè con la fase del LOVE BOMBING ossia una serie INTENSIFICATA e protratta nel tempo di attenzioni amorevoli e cure.

Quando è sicuro di averci in pugno inizia il "banchetto" sadico dove "svuota" la propria vittima di ogni dignità e identità con la cosidetta fase di svalutazione-denigrazione, in cui la persona MALTRATTATA si sentirà precipitare da una situazione paradisiaca e privilegiata, al più orrendo degli inferni a seconda dell'intensità del MALTRATTAMENTO.

La VIOLENZA PSICOLOGICA infatti, mira a sgretolare quella che è l'identità dell'individuo ledendone valori, Credo, sogni, speranze, pensieri. Tutta la vita - così come la vittima la conosceva prima di quel momento - non esisterà più: tutto verrà cancellato per una nuova "riprogrammazione mentale", quella del NULLA a fianco di una persona che le dirà cosa e come deve pensare, o dire.

A quel punto, la persona MALTRATTATA vedrà l'abusante come l'unico appiglio sicuro in grado di proteggerla e a cui far riferimento.

Creatasi la fase della DIPENDENZA a questo punto scatta spesso (anche se non sempre) la VIOLENZA FISICA. L'abusante in questa fase è sicuro che la VITTIMA NON solo non opporrà resistenza, ma nemmeno proverà a scappare. Nè a difendersi.

Ma cosa ci fa CADERE facilmente nella TRAPPOLA di un SOGGETTO MALTRATTANTE?

Lo dice chiaramente nel suo libro Lundy Bancroft  "Uomini che maltrattano le donne" (tuttavia questo argomento vale anche per gli uomini che vengono maltrattati dalle donne)

Ecco perchè si cade facilmente nelle trappole:

"Gli uomini maltrattanti presentano le loro storie negando, distorcendo e minimizzando il proprio comportamento, rendendo impossibile la possibilità di farsi un quadro completo di quanto accade in una relazione violenta.

Omettono la loro crudeltà mentale usata con la partner precedente, si aggrappano disperatamente alle loro scuse e all'abitudine di scaricare la colpa sulle loro vittime.

Uno degli aspetti prevalenti della vita con un uomo violento è il fatto che lui vi dice sempre cosa e come dovete pensare e cerca di portarvi a svalutare o a dubitare delle vostre percezioni e convinzioni.

Se la svalutazione e il controllo che il partner esercita su di voi sono cronici, sicuramente passerete molto del vostro tempo pensando a lui, chiedendovi come compiacerlo, come contenerlo, come farlo cambiare. E alla fine vi renderete conto di non avere più tempo per pensare a  voi stesse."




La Morte dell'io e della Coppia

La Sofferenza dell'ADDIO: ecco perchè è sempre DIFFICILE distaccarsi da chi ci MALTRATTA.

L'ADDIO è una forma di SOFFERENZA.

E' un distacco. Una situazione che ci fa soffrire perchè ci costringe a ridisegnare i nostri confini, a SEPARARCI, a ricercare noi stessi senza l'altro. A volte lo si vive come un lutto, un dolore troppo grande da sopportare.

Come scrive Umberta Telfener nel suo libro "Le forme dell'Addio" vi sono varie fasi che ci colpiscono durante un distacco:

- il Voler Morire

<< Non riesco più a vivere, non riesco più a trovare un senso, quest'ossessione mi spinge lontano, mi stacca dalla vita, non mi fa più trovare un senso>>

- il Suicidio come reazione al rifiuto

<< era una pratica riconosciuta fin dall'antica Grecia, perchè vivere senza un amore significa (nella sofferenza dell'addio) non vivere. Poichè l'amore è tutto>>

- la Rabbia

<< E' passato un pò di tempo. Il dolore diventa più sopportabile, subentra la rabbia e la capacità di distinguere tra sè e il partner. L'altro non ha più il potere e noi non siamo più succubi. E' il momento in cui si riconosce la colpa come altrui >>

Quando si ha attraversato un lungo periodo di MANIPOLAZIONE e VIOLENZA PSICOLOGICA (e FISICA) si è creata una DIPENDENZA tale all'abusante, che l'ADDIO diventa un dolore talmente grande da affrontare e da elaborare, che si preferisce restare nel DOLORE del maltrattamento, piuttosto che affrontare anche il DOLORE della perdita e della possibile morte dove tutto è perduto. Tutto si è rivelato vano.

Ecco perchè staccarsi dal nostro abusante diventa molto difficile. Ecco perchè nonostante la VIOLENZA ci si lega al proprio abusante: perchè l'Addio è uguale a 'morte'. La conseguenza peggiore alla violenza. E quindi inaccettabile.



Noà Visentin