La MALATTIA MENTALE non fa di una persona un ASSASSINO.

13.08.2017

Molto spesso si usa associare ERRONEAMENTE il termine MALATO MENTALE ai casi di omicidio o femminicidio.

Premetto che NON sono una psicologa, né una criminologa e non è mia intenzione prevaricare il personale competente e di mestiere, facendo affermazioni poco idonee al mio ruolo di scrittrice. Tuttavia, avendo ascoltato molte persone del 'ramo', avendo letto molti libri a riguardo e avendo partecipato a numerose conferenze, vorrei permettermi di sollevare una VOCE  a favore di chi è davvero affetto da MALATTIE MENTALI.

Il MALATO MENTALE è una persona AMMALATA (come dice la parola stessa) e quindi bisognosa di cure, ma questo stato NON fa di quella persona un'omicida. Anzi, alcuni MALATI MENTALI praticano l'autolesionismo, talvolta fino al suicidio. Molti altri seguono cure per guarire. Altri ancora riescono ad integrarsi nella società in cui vivono e a seguirne le regole, nonostante i loro disagi interiori.

L'omicida più che un MALATO MENTALE si può chiamare col termine PERSONALITA' DISTURBATA, o ancora PERSONALITA' con DEVIANZE. Chi stronca una vita è senziente. Sa che uccidere è MALE. Sa che togliere la vita ad un altro essere è NON avere NESSUNA considerazione NON solo per l'essere che sta uccidendo, ma anche per il contesto sociale che lo circonda. E solitamente sono persone "malate" di POTERE e di CONTROLLO sugli altri. Quando ci si riferisce a questo tipo di PERSONALITA', più che di malattia mentale è corretto parlare di PERVERSIONE (sulla quale invito i lettori ad approfondire con letture in merito).

Così come scrive la Hirigojen sul libro "Molestie Morali":

"La PERVERSIONE provoca danni considerevoli nelle famiglie: spezza i legami e distrugge ogni individualità, senza che se ne acquisisca consapevolezza. I PERVERSI sanno contraffare così bene la loro violenza da riuscire spesso a dare di sé un'ottima immagine."


Noà Visentin